News Provinciali

Riflessioni di Carlo Guglielminotti

Martedì 07 Aprile 2020 15:19 stefano
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Aggiornamenti del 12/11/2020

§ ESPVIR2 – SPORT – D.R.P. DOMANDE RICORRENTI POSTE – OTT/NOV 2020 IN EVIDENZA**

Riprendono dopo la pausa dedicata alla ripresa delle attività se pur ridotta, le riflessioni e le analisi delle recenti normative dopo una nuova sospensione delle attività sportive e della chiusura degli impianti con il DPCM del 3/11/2020, con puntuali osservazioni e semplici indicazioni per una corretta interpretazione dei dettati normativi.

1. NUOVO BANDO “LOCAZIONI” 10 NOVEMBRE UFFICIO SPORT GOVERNO

D: La ASD in comodato d’uso gratuito che aveva ricevuto € 600 come contributo per le utenze, potrà fare qualcosa?

R: La risposta è negativa. Penso che sia necessario un ragionamento a monte. Riportiamoci nel Giugno trascorso; alle asd/ssdrl con sede legale in Piemonte si prospettava un poker di quattro contribuzioni a fondo perduto: bando Regione Piemonte (massimo importo € 4.000/asd-ssdrl), bando CONI Piemonte, bando “locazioni” Ufficio Sport Governo e bando Ufficio Sport Piemonte. Il nuovo bando Ufficio Sport Governo partito il 10 Novembre trascorso è una ri-edizione sostanziale del “bando locazioni” di Giugno. La Asd in questione, comodataria, evidentemente aveva partecipato, con successo, all’altro bando Ufficio Sport Governo, quello residuale, diciamo, non vincolato alla condizione di essere titolari di un contratto di locazione.

2. CREDITO DI IMPOSTA CANONI DI LOCAZIONE IN ASSENZA DI UNA POSIZIONE IVA

D: La Asd titolare di un contratto di locazione, che paga un canone mensile alla proprietà e non è soggetto iva, non ha dipendenti e gli importi delle collaborazioni sportive sono al di sotto del limite dei 10.000 euro, come può sfruttare il credito di imposta 60% canoni di locazione Novembre e Dicembre?

R: La situazione non è certamente ideale. Occorre dialogare con la proprietà dei locali che, se ispirata anche a princìpi filantropici, potrebbe accettare di acquisire il credito di imposta richiesto dalla Asd inqulina  all’Agenzia delle Entrate in cambio di una paritetica riduzione (60%) dei canoni in questione.

3. SCADENZA TRIBUTARIA (IVA – IRPEF) 16 NOVEMBRE 2020 – RINVIO AL 2021 – DECRETO RISTORI-BIS

D: Con il Decreto Ristori le scadenze Inps Inail del 16 Novembre 2020 per le Asd Ssdrl con codici Ateco   931200, 931110, 931120, 931130, 931190, 931300, 931910 e 931999 erano state spostate al 16 Marzo 2021. Il cosiddetto Decreto Ristori-bis ha spostato anche la del 16 Novembre anche per l’iva del terzo trimestre 2020 e per le ritenute e le addizionali Irpef?

R: La risposta è affermativa. Scritto questo, mi preme evidenziare una nota. Ci troviamo innanzi a dei differimenti che per le Asd/Ssdrl con esercizio sociale e fiscale ad anno solare, comportano il rinvio di una parte della fiscalità nel successivo esercizio, creando dei possibili scompensi a livello di competenza dei costi. Che cosa voglio dire con questo? Di valutare se esistono i presupposti (importi dei tributi in parola, presenza di liquidità capiente …) per i quali effettuare comunque i pagamenti alla scadenza del 16 Novembre prossimo.

4. SCADENZA TRIBUTARIA (IRES – IRAP) 30 NOVEMBRE 2020 – RINVIO AL 2021?

D: Una Asd con esercizio sociale e fiscale ad anno solare dovrà versare gli acconti Ires ed Irap al 30 Novembre prossimo?.

R: La risposta, ad oggi, è affermativa per le asd/ssdrl non obbligate alla compilazione degli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale, ex Studi di settore). Si sta valutando infatti in queste ore di spostare al 30 Aprile 2021 i versamenti delle imposte per i contribuenti iva in base al settore (codici Ateco) ed alla geo-localizzazione emergenziale (zone gialle, arancioni e rosse) soggetti alla compilazione in sede di dichiarazione dei redditi Unico 2020 delle schede ISA.

5. CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO AGENZIA DELLE ENTRATE – DECRETO RISTORI -

D: Asd con partita iva che desidera richiedere il contributo a fondo perduto all’Agenzia delle Entrate, dopo aver letto nel Comunicato stampa della stessa che al 7 Novembre 2020 erano circa 9mila i beneficiari del contributo che operano nelle attività sportive, di intrattenimento e nel trasporto. Come può fare?

R: Innanzitutto si tratta di una misura nata con il Decreto Legge “Rilancio” n. 34 del Maggio trascorso.  Sono necessarie due precisazioni: 1) ad oggi, giovedì 12 Novembre 2020, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate riguardante i termini e le modalità di presentazione delle istanze (conferma o meno del modulo di cui al DL n. 34/2020) non risulta emanato; 2) sarebbe interessante conoscere la radiografia del “fatturato e dei corrispettivi” delle asd/ssdrl beneficiarie comprese nei 9.000 beneficiari del contributo a fondo perduto di Novembre che, evidentemente, avevano tra Luglio ed Agosto trascorsi presentato il modulo.

Perché per “fatturato e corrispettivi” non si intende il flusso delle “entrate istituzionali” (quote associative e/o tesseramenti, corrispettivi specifici da soci e/o da tesserati per i servizi loro erogati, contributi da soci ed erogazioni liberali di terzi …), bensì i ricavi di natura commerciale (es.: tickenting biglietteria, proventi da cessione spazi pubblicitari, ricavi da merchandising, da accordi di sponsorizzazione, incassi dei diritti radio – televisivi …).

Ora, se la Asd in parola annovera entrate di natura commerciale nel mese di Aprile 2020 risultanti di importo inferiore di oltre il 33% rispetto a quello delle entrate commerciali relative al mese di Aprile 2019, potrà allora presentare il modello di istanza all’Agenzia delle Entrate.

Attenzione a non farsi ingannare dalla campagna promozionale pro-contribuzione a fondo perduto Decreto Ristori per ciò che concerne il caso “Palestre”. Con quel termine il legislatore intende i centri fitness profit, soprattutto quelli statunitensi con stabile organizzazione anche in Italia e presenza nelle principali città del Bel Paese, le cui frequentatrici e frequentatori sono a tutti gli effetti dei clienti.

6. CONTRIBUZIONE A FONDO PERDUTO - BUSSOLA

D: Oggi, giovedì 12 Novembre 2020, una Asd  con sede legale in Piemonte e con partita iva non inquilina, che possiede la partita iva perché a fine anno solare (non in Aprile) era solita fatturare dei proventi pubblicitari che questo non ci saranno, quali contributi a fondo perduto sono a disposizione?

R: La fotografia odierna della contribuzione a fondo perduto potrebbe essere la seguente:

  • CONI Piemonte: non si hanno notizie ufficiali di una possibile nuova erogazione di contributi dopo quella della trascorsa tarda Primavera;
  • Municipalità piemontesi (1.181): naturalmente non si è in grado di conoscere se sono in corso erogazioni derivanti dai Comuni, avendo essi competenza in materia di Sport;
  • Regione Piemonte: non si hanno notizie ufficiali di una possibile nuova erogazione di contributi dopo quella della trascorsa tarda Primavera;
  • Fondo straordinario 50milioni Ufficio Sport Governo: è stato annunciato all’art. 3 del Decreto Legge Ristori del 27 Ottobre trascorso. Ad oggi siamo in attesa della pubblicazione sul sito web dell’Ufficio Sport Governo di bando e relativo Regolamento. Direi che ad oggi si tratta della misura contributiva sulla quale puntare da parte di quella Asd.

7. COLLABORAZIONI SPORTIVE – COMPENSI DI OTTOBRE – MODALITA’

D: La Asd si appresta a corrispondere i compensi ex Legge n. 133/1999 ai propri tecnici ed atleti per il mese di Ottobre. Può farlo con le modalità di sempre oppure vi sono novità in seguito alla Riforma dello Sport (nascita del lavoratore sportivo subordinato, cococo ed occasionale)?

R. La risposta è affermativa. Il Consiglio dei Ministri nella seduta dell’8 Agosto trascorso ha rinviato l’approvazione del Decreto Legislativo di Riforma del Sistema Sportivo Nazionale in questo mese di Novembre, chiedendo un parere al Dipartimento degli Affari Costituzionali che, di recente, ha censurato in modo significativo l’articolato dei riformatori.

R: La risposta è affermativa.


8. SCADENZA TRIBUTARIA (IMU) 16 DICEMBRE 2020 – CANCELLAZIONE?

D: Siamo una Ssdrl proprietaria dell’immobile in cui esercitiamo l’attività. Per i nostri servizi di eccellenza pratichiamo ai nostri frequentatori una politica tariffaria in linea con quella fissata dalle major americane del settore sul mercato di Milano e quindi paghiamo l’IMU. E’ vero che il Decreto Ristori ha cancellato per la nostra casistica il saldo IMU 2020?

R: La risposta è affermativa.

9. CONTRIBUZIONI A FONDO PERDUTO – ISTRUTTORIE – IDENTITA’ DIGITALE (SPID)

D: A giugno per accedere al contributo per le asd era necessario avere uno spid specifico per la società giusto? e non personale del presidente? è corretto?

R: Da quanto conosco l'identità digitale alla quale fa riferimento il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) non può che essere personale. Nella fattispecie quella del rappresentate legale della Asd, che può richiederla anche presso gli uffici postali. Si tratta di un servizio gratuito.

10. FATTURAZIONE – CESSIONE DI SPAZI PUBBLICITARI OPPURE ACCORDI DI SPONSORIZZAZIONE – CAUSALI

D: Asd affiliata alla FIGC che emette fattura sia a titolo di ricavi da pubblicità che di ricavi da sponsorizzazioni. A livello di fatturazione cartacea (siamo sotto il tetto dei 65.000 euro annuali) quali sono le diciture corrette per i due casi?

R: Per le asd/ssdrl in regime ex Legge n. 398/1991 il distinguo, da diversi anni, non ha più conseguenze circa la misura dell’iva da versare trimestralmente all’Erario (in entrambi  i casi il 50%), ma esso è rilevante per le Agenzie Siae periferiche che censiscono le “sponsorizzazioni sportive” ai fini statistici (Siae Regione Torino e Siae Centrale Roma).

> Casistica sponsorizzazioni:

A seguire le due diverse impostazioni delle causali da indicare in fattura.

"Corrispettivo per cessione spazi pubblicitari su cartellonistica (striscione, totem, banner ...) anno sportivo 2020/2021 come da accordo stipulato in data ... (eventualmente)".

> Casistica cessioni di spazi pubblicitari:

"Corrispettivo per abbinamento Vs/logo (e/o Vs/denominazione sociale) su divise da gioco (e/o da riposo) anno sportivo 2020/2021 come da accordo stipulato in data ... (eventualmente)".

"Corrispettivo per cessione spazi pubblicitari su cartellonistica (striscione, totem, banner ...) anno sportivo 2020/2021 come da accordo stipulato in data ... (eventualmente)".

 

Riflessioni del 14 agosto 2020

SPORT DILETTANTISTICO - DECRETO LEGGE “AGOSTO” IN ATTESA DI PUBBLICAZIONE SULLA GAZZETTA UFFICIALE – DUE ARGOMENTI: COLLABORAZIONI SPORTIVE E CREDITO DI IMPOSTA PER CHI FA PUBBLICITA’ ALLA PROPRIA ATTIVITA’ ECONOMICA ATTRAVERSO LO SPORT, ESCLUSO QUELLO OPERANTE IN REGIME FORFETTARIO EX LEGGE 16 DICEMBRE 1991, N. 398

IL “GIALLO” DI QUESTA ESCLUSIONE “AGGIUNTA” AL TESTO ORIGINARIO CASSATO UN MESE ADDIETRO DALLA COMMISSIONE V DELLA CAMERA DEI DEPUTATI QUALE EMENDAMENTO AL COSIDDETTO “DECRETO LEGGE RILANCIO” – NOTE

Passiamoli in rassegna in breve.
Il Decreto Legge per ora conosciuto come “DL Agosto”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 7 Agosto trascorso, controfirmato dal Presidente della Repubblica, “bollinato” dalla Ragioneria Generale dello Stato in data 13 Agosto 2020 ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, contiene due articoli dedicati al mondo sportivo.

1. COLLABORAZIONI SPORTIVE (ART. 12)

La concessione del sussidio di € 600 favore delle collaborazioni sportive, gestita dalla società Sport&Salute spa, viene estesa per il suddetto importo al mese di Giugno 2020. La nuova dotazione di risorse ammonta complessivamente ad € 90milioni e quindi è destinata a soddisfare 150.000 persone (di cui 117.000 già censite, le quali riceveranno in via automatica l’importo sopra indicato).

Entro 7 giorni dalla pubblicazione del Decreto Legge Agosto sulla Gazzetta Ufficiale saranno emanate le istruzioni per la presentazione della istanza da parte di coloro che debuttano sul portale di Sport&Salute spa.

2. SPESE DI PUBBLICITA’/SPONSORIZZAZIONI SPORTIVE – CREDITO DI IMPOSTA (ART. 81) (scarica il testo)

La materia è quella della del credito di imposta a favore di coloro che, in base a certi parametri soggettivi ed oggettivi,  acquisteranno entro il prossimo 31 Dicembre 2020 da Asd/Ssdrl degli spazi pubblicitari, abbinandovi eventualmente logo e ragione sociale  alle divise da gioco / di riposo piuttosto che alla stessa denominazione sociale del club sportivo od ancòra alla intitolazione di un evento, di un impianto sportivo. La misura del credito di imposta è pari al 50% della spesa di pubblicità/sponsorizzazione sostenuta.

L’argomento merita un approfondimento. In media negli ultimi 20 anni in Italia le aziende (in minima parte quelle non residenti ) acquistano annualmente spazi pubblicitari, richiedendo per la maggior parte dei casi una visibilità esclusiva o preponderante (sponsorizzazioni), da associazioni sportive dilettantistiche, da società di capitali sportive dilettantistiche e da società di capitali sportive professionistiche per circa 2 miliardi di euro.

Il credito di imposta in parola ammonta ad € 60milioni. Una cifra considerevole. Altro elemento: l’operazione che innesca questo ennesimo credito di imposta è piuttosto semplice: a fronte del bonifico bancario alla asd/ssdrl, questa ultima emette la relativa fattura con tanto di prova della cessione degli spazi  pubblicitari (immagini su base cartacea o multimediale).

Alla luce di quanto sopra, non è da escludersi a priori una coincidenza di interessi da parte dell’Erario e di quella fetta del mondo sportivo (professionistico e dilettantistico) dai fatturati superiori ai 400.000 euro annui nell’escludere dal meccanismo la consistente area popolata delle asd/ssdrl in regime forfettario, capaci di drenare delle risorse ai club militanti nelle massime serie dei campionati nazionali degli sport previsti nei programmi dei Giochi Olimpici che, di norma, richiedono budget ben superiori alla soglia di ricavo di € 400.000 ex Legge n. 398/1991.

Quanto sopra potrebbe trattarsi di una congettura, sta di fatto che la “esclusione” in parola viene “aggiunta” senza colpo ferire quale ultimo periodo del comma 1 dell’art. 81 al testo originario della norma cassata un mese addietro dalla Commissione V della Camera dei Deputati per motivi di copertura finanziaria della agevolazione in parola.

Il decreto legge, una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, entra in vigore tuttavia nei 60 giorni successivi, in sede della sua conversione in legge nelle aule parlamentari, può essere oggetto di modifiche. Chi lo sa se qualche esponente del mondo sportivo sotto soglia dei ricavi ex Legge n. 398/1991 possederà il peso contrattuale per fare sì che il legislatore sopprima l’aggiunta indigesta alla asd/ssdrl forfetarie?


Riflessioni del 7 agosto 2020

RIFORMA DELLO SPORT – COLLABORAZIONI SPORTIVE: PRESO ATTO DEI “VOLONTARI” PREMIATI UNA TANTUM SULLA BASE DEI RISULTATI OTTENUTI E RIMBORSATI PER LE MISSIONI DOCUMENTATE CON LE SOMME EX LEGGE DEI 10.000 EURO, TUTTE LE ATTUALI COLLABORATRICI E COLLABORATORI SPORTIVI “REMUNERATI” ATTRAVERSO IL SUDDETTO STRUMENTO IN ESSERE DAL 1999  COME SARANNO INQUADRATI?

BOZZA 9 LUGLIO 2020: NASCE LA FIGURA DEL “LAVORATORE SPORTIVO” (DILETTANTISTICO O PROFESSONISTICO SENZA DISTINZIONI DI SORTA) A TRE LIVELLI: LAVORATORE SUBORDINATO, LAVORATORE CO.CO.CO. E LAVORATORE OCCASIONALE.

Preso atto ieri dell’ impraticabilità, sancita dalla Riforma dello Sport, di impiegare il meccanismo della “Legge dei 10.000 euro” per disciplinare fiscalmente l’ “ingaggio”, cioè la somma promessa dalla Asd / Ssdrl  come compenso alla collaboratrice / al collaboratore ingaggiato al momento dell’attribuzione dell’incarico di atleta, tecnico, preparatore atletico …, la domanda sorge spontanea:

♦ una volta entrata in vigore la Riforma dello Sport, poiché il ricorso all’ “ingaggio”, di fatto sdoganato dal legislatore fiscale nel 1999 ed accettato dalle istituzioni sportive, è prassi comunque molto diffusa anche nel mondo dello sport non professionistico (in particolare nelle discipline sportive di squadra),  che cosa succederà?

Nel documento WORD qui allegato (SCARICA LA TABELLA SINOTTICA) la risposta condensata nella nascita della figura del “lavoratore sportivo” (professionistico o dilettantistico senza distinzioni di sorta a livello di ordinamento giuridico, mentre sotto l’aspetto del diritto sportivo potrebbero essere posti delle soglie alle “remunerazioni” degli sportivi da parte delle FSN in cui sono vigenti i due regimi di attività agonistica, professionistico e dilettantistico).

 

Riflessione del 6 aprile 2020

Lungo il guado della delicata esperienza in corso, alcune riflessioni che cercano di spingersi oltre l’emergenza nel prefigurare scenari possibili di vita associativa edauspicabili sul fronte di cambiamenti legislativi profondi

Associazionismo sportivo – Fase storica per sperimentare costumi di un tempo e per affrontare questioni di fondo

L’associazionismo sportivo attende dalle istituzioni governative ed a cascata da quelle di settore delle misure emergenziali. Sul fronte delle uscite la sospensione ed il rinvio nel tempo di pagamenti di tributi, contributi previdenziali, tasse federali e rate di mutui ICS; sul fronte delle entrate la possibilità di accedere a risorse a vario titolo (contributi a fondo perduto, prestiti a condizioni favorevoli).

Una possibile contrazione della liquidità in fase di riavvio delle attività, e non solo, dovrebbe stimolare le dirigenze delle associazioni sportive che operano a livello di settore giovanile a valutare la possibilità di ricorrere ad una “buona pratica”: il baratto. Le famiglie in difficoltà al posto delle quote corsi per i figli potrebbero per esempio donare del tempo. Ipermercati e supermercati, che di liquidità viceversa stanno facendo il pieno, potrebbero “adottare” i sodalizi attraverso forniture agevolate di beni. A loro volta le associazioni, anch’esse di riflesso indebolite nella cassa, nei confronti di proprietari (pubblici e privati) degli impianti, piuttosto che di alcune tipologie di fornitori potrebbero offrire, a fronte di una scontistica, pacchetti di corsi gratuiti, per esempio anche e soprattutto a favore di contesti sociali disagiati.

La delicata esperienza virale in atto dovrebbe tuttavia rappresentare l’occasione per il legislatore, di concerto con gli Stati Generali dello Sport, per mettere mano ad alcune storture legislative di fondo, innanzi alle quali da tantissimo tempo la tendenza è stata quella di chiudere gli occhi.

Due su tutte. La prima trova il suo fondamento proprio nel testo di uno dei primi provvedimenti emergenziali del Presidente del Consiglio dei Ministri nel febbraio trascorso, allorché per disciplinare le attività all’interno degli impianti, si fa distinzione fra lo sport agonistico e l’attività fisico-motoria. Questa ultima svolta per finalità extra-agonistiche e meritevoli di attenzione (prevenzione malattie, rieducazione del fisico, …), ma non più sotto il cappello di una legislazione statale (in primis tributaria) non congrua. Sono maturi i tempi per una legge-quadro sull’imprenditoria del benessere psico-fisico, modulata nel tempo nel carico fiscale e previdenziale, in quanto trattasi soprattutto di persone laureate in scienze motorie che non trovano spazio lavorativo nell’istituzione scolastica. Agevolata anche per ciò che concerne il “personale” che opera nel settore. E qui la seconda stortura da sanare.

Si tratta del cosiddetto “popolo dei 10.000 euro”, che va per esempio dal pallavolista della Serie A1 alla promessa sportiva improvvisata aiuto allenatore, passando appunto per i collaboratori nel settore dell’attività fisico-motoria non agonistica. Tutti accomunati dall’essere remunerati con delle somme forfetarie che fino alla soglia annua di 10.000 euro non sono considerate reddito, e quando la superano, sono sì reddito, ma non di lavoro (sic!). Per evitare che l’associazionismo debba versarvi in rapporto contributi previdenziali e premi assicurativi. E così questo popolo “invisibile”, al quale il decreto legge emergenziale di marzo dedica un intero articolo che premia i primi suoi 83.333 componenti che giungeranno al traguardo della corsa al sussidio di € 600, si scopre nudo in termini di sicurezze sociali. Dopo circa venti anni di esistenza. Anche in questo caso, sedute tutte le parti intorno ad un tavolo, l’auspicio è quello che il modello della Legge Biagi in materia di collaborazioni accessorie, opportunamente rimodulato ma senza apportare alcun aggravio (di spesa e burocratico) per l’associazionismo e per gli imprenditori del benessere psico-fisico, possa assegnare un volto ed una dignità al “popolo dei 10.000 euro”.

Biella, 6 Aprile 2020 - Carlo Guglielminotti Bianco

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Novembre 2020 12:13 )
 

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