Così la Libertas ricorda e festeggia le sue stelle piemontesi

Lunedì 17 Ottobre 2022 15:26 stefano
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Un Paese senza memoria non ha futuro. Chissà quante volte avrete sentito questa massima attribuita, parola più parola meno, a tanti illustri personaggi del passato e comunque buona e attuale per qualsiasi contesto.

Si può probabilmente disquisire sulla quantità di retorica in essa intrisa, ma risulterebbe più difficile metterne in discussione la validità in assoluto. Il tutto, sia chiaro, senza trascurare il presente, che nella frase in questione alla fine è l’anello di congiunzione determinante, non solo in chiave temporale.

 

Per questo e molto altro, la Festa dei campioni Libertas Piemonte 2022, andata in onda l’8 ottobre scorso nella Sala degli Scudieri del Castello della Mandria, incantevole connubio di natura e arte a pochi chilometri da Torino, rappresenta una perfetta sintesi di contenuti tecnici, umani e generazionali da cui, volendo, prendere spunto in situazioni più o meno analoghe.

Lasciandosi ispirare da un linguaggio volutamente sportivo, come ha fatto nella circostanza Pippo Degrandi, il giornalista professionista e consulente Libertas per la comunicazione al quale è stato affidato l’incarico di conduttore della cerimonia, si è trattato per certi versi di una maratona, ma la quantità di argomenti, protagonisti e premiazioni non ha zavorrato in misura eccessiva il palinsesto della stessa, tant’è vero che si è arrivati al fatidico ultimo chilometro senza quasi accorgersene, accompagnati da un sano mix di effervescenza e protocollo che consente al secondo di non prevalere, soffocandola, sulla prima.

Intendiamoci, il cerimoniale c’è stato e non poteva essere diversamente. Però agile, cadenzato, praticamente mai sconfinante nella retorica, a cominciare dagli interventi delle autorità presenti. Il presidente nazionale Libertas, Andrea Pantano, ha ad esempio pronunciato poche ma significate parole non solo di apprezzamento per l’iniziativa ma anche di preciso impulso per il rilancio globale dell’Ente di cui è alla guida, nelle sue intenzioni destinato a un ruolo nuovamente di vertice, “perché dobbiamo attaccare, non difenderci”.

Su questa lunghezza d’onda, realista ma al tempo stesso propositivamente dinamica, si era già espressa qualche istante prima anche Enrica Lanza, presidente d’un Centro Regionale Libertas (il piemontese) che pure in questa circostanza ha potuto e saputo interpretare di fatto un ruolo di progetto-guida all’interno dell’Ente, concretizzando in poche settimane l’input organizzativo ricevuto. Gli apprezzamenti per l’immediatezza e qualità dell’iniziativa, inserita nell’ambito delle manifestazioni di “Piemonte Regione Europea 2022”, sono stati poi espressi anche da Gianpaolo Cerrini, vice-sindaco di Venaria (il comune ospitante l’evento) e dal presidente del CONI piemontese, l’avvocato Stefano Mossino.

Esauriti, sempre per usufruire d’una metafora sportiva, gli esercizi di riscaldamento, si è poi passati alla competizione vera e propria, vale a dire le premiazioni. Ma anche qui con doverosa e studiata progressione, celebrando cioè le stelle di oggi ma senza dimenticare quelle di ieri e chi comunque ha consentito loro di brillare. Ragion per cui, ad aprire le danze per i riconoscimenti è stata la consegna dei Serti Alloro Libertas ai Veterani: 8 pionieri dello sport piemontese Libertas che, a vario titolo, lo hanno in qualche modo fondato, pensato e forgiato. Un momento di commozione autentica e difficilmente trasmettibile in poche parole: lo fotografa molto meglio l’orgoglio con cui si è presentato a ritirare il premio Luigi Agnelli, toscano di nascita ma novarese di adozione, portando fieramente con sé il tesserino di socio Libertas datato 1956…

Dopo i Veterani, sotto i riflettori della notorietà sono giustamente finiti i presidenti provinciali, categoria sovente dimenticata, abituata com’è a svolgere funzioni prevalentemente organizzative/burocratiche, ma in realtà essenziale per un corretto ed efficace svolgimento della pratica sportiva. Quindi, il momento quantitativamente più rilevante: la premiazione delle Eccellenze, vale a dire chi (associazione, tecnico, atleta o dirigente) nel corso del 2022 si è particolarmente distinto nell’ambito del contesto piemontese Libertas. Anche qui con alcune “aggiunte” cariche di significato umano, come il premio a un atleta del passato, Paolo Martinetto, indimenticato nuotatore di spicco degli Anni ’70 e tuttora attivissimo a piano vasca e il ricordo di Adriano Ghellere, figura storica non solo della Libertas novarese ma anche dello sport italiano in generale e dell’atletica in particolare, scomparso pochi mesi fa dopo una vita dedicata alla crescita e alla valorizzazione dei giovani.

Insomma, un tourbillon di gioie e lacrime, paradigma esemplare di quella che è la vita di tutti i giorni, sgomitolatosi con tale disinvoltura da far sembrare questione di pochi minuti un palinsesto in realtà snodato su un paio d’ore. Merito, al di là di ogni frase fatta, davvero di tutti. Di chi ha parlato, compresa Maria Cristina Martinetti, al tempo stesso abile videomaker e puntuale annunciatrice, ma anche di chi è rimasto nell’ombra, come Stefano Ferrero, responsabile dell’ufficio stampa Libertas del Piemonte e stavolta soprattutto utilissimo supporto tecnologico. Oppure di chi ha organizzato pazientemente il tutto dietro le quinte, e qui probabilmente a Fulvio Martinetti fischieranno le orecchie… O ancora di segretarie, volontari tuttofare, autisti più o meno improvvisati e chi più ne ha più ne metta. Quando si vince uno scudetto viene spontaneo ricordare il giocatore che ha segnato il gol decisivo, ma dietro quel gol c’è sempre un lavoro di mesi, firmato da decine di persone. Vale per il calcio, vale per la Libertas, vale per la vita. Ecco perché, sabato sera alla Mandria, festeggiavano un po’ tutti!...

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2022 22:42

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